Non scrivo mai di te, perché sono geloso di ogni parola che ti appartiene, di ogni sguardo che non sia il mio che si posa su di te, del tuo sguardo che si appoggia su di me, di dover condividere la tua voce con il mondo, della nostra casa dei sogni, di quello che ci diciamo e di quello che non è necessario dirsi, dei nostri sogni e dei nostri progetti, dei nostri bicchieri di vino e della nostra pigrizia arrotolata sotto le lenzuola, del non volersi mai fare male, di quello che solo tu sai di me, di quello che solo io so di te, di quell'attimo lì, del tuo broncio da bambina, del tuo corpo stupendo, di quegli occhi color meraviglia che mi sanno leggere dentro anche quando non apro bocca. Di te. Di noi. Di come "me e te" si trasformi ogni giorno in "mete", da raggiungere mano nella mano.
Non scrivo mai di te, perché ho paura di scalfire questa purezza.
Non scrivo mai di te, perché sei oltre le parole.
Non scrivo mai di te, eppure sei dovunque.

Di te
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