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11 luglio 2010

PermalinkStrangers in the night

Ci sono davvero posti a cui dai del tu.

Ci sono posti che ti hanno visto crescere per anni, che ti hanno visto ridere, gioire, scherzare, parlare, bere, incazzarti, urlare, respirare, pensare, piangere.
In quel posto a cui davi del tu ci sei tornato l'altra sera, inaspettata uscita di una notte d'estate che non arrivava più.

E trovarsi lì, e non sapere più niente, ti fa pensare e un po' star male, perché una sensazione di disagio ti sale dallo stomaco e si ferma in gola.

Il locale è strapieno, ma non c'è più nessuno. Non c'è più la vecchia compagnia, non ci sono più le solite facce di quelli più grandi che ti raccontavano le loro storie, non ci sono più i baristi migliori al mondo che erano tuoi amici, non c'è più niente. Il locale è strapieno.

E parole cattive che non aiutano per nulla, in una sera così, arrivano come macigni: gente che dovrebbe solo tacere, e sparire nella propria pochezza, invidia e ipocrisia.
Degna ciliegina sulla torta di queste sensazioni.

Sentirsi estranei, fuori luogo, con gli sguardi della gente addosso che si chiede "E questi chi sono?". Chi siete voi? Questa era casa mia, quello era il nostro angolo, le nostre serate, le nostre notti a far chiusura, il nostro legno, la nostra birra, la nostra musica, questa era casa nostra.

E non c'è più.

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