Uno sguardo che chiama. Un sorriso che inganna. Un amico che trema. Un bimbo che gioca.
Capita spesso di trovarsi e poi perdersi di nuovo, tra mille perché e silenzi che uccidono, senza che nemmeno ce ne accorgiamo.
Prendersi e perdersi sono parole troppo simili per essere separate. Troppo spesso. Spesso. Troppo.
Un treno che passa. Un cuore che trema. Un passo avanti. Diecimila passi indietro. E ancora, ancora, ancora.
Prendere un aereo e partire, servirà davvero? Li vedi gli occhi della gente? Sono silenziosi, come me. Che lascio parole in questo aereoporto deserto di me. Deserto di noi. Quante parole ci sono in questi silenzi, lo sai?
Due occhi neri, due occhi verdi.
Due occhi verdi, come i miei.
Due occhi nocciola, come i tuoi.
La bambina più bella del mondo, che gioca, e corre, e sorride. E chiama da-da.
Uno specchio. Una sedia. Una valigia. Un pensiero. Un bacio. Un sospiro. Un sorriso. Una carezza. Un sorriso.
Au revoir.

La bellezza è una ferita
5 comments:
no da-da.pu-pi.
...perdersi...quando ci si ama, si può accettare: esiste solo allora la consapevolezza del prendersi...gioia infinita, indicibile se non attraverso la magia degli "occhi"...
m
Dici? Non lo so, ci si potrà ritrovare poi? Non saremo mai più gli stessi, dopo certi dolori.
Semplicemente stupendo..
Grazie, di cuore.
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